L’ho trovato su internet cercando “la mafia nel calcio”. A Torino la ‘ndrangheta si è inserita come intermediaria e garante nell’ambito del fenomeno del bagarinaggio gestito dagli ultras della Juventus, arrivando a controllare i gruppi ultras che avevano come riferimento diretto diverse locali di ndrangheta”. E’quanto si legge nella relazione su mafia e sport.
In alcuni casi i capi ultras sono persone organicamente appartenenti ad associazioni mafiose o ad esse collegate, come ad esempio a Catania o a Napoli; in altri casi ancora, come quello del Genova.
“Intervenire sul Daspo, sia prevedendo termini di efficacia più severi che introducendo l’obbligo e non più la facoltà di imporre al destinatario di presentarsi agli uffici di pubblica sicurezza nel corso delle manifestazioni sportive;
I rapporti con i giocatori possono essere sfruttati a fini illeciti, attraverso il cosiddetto match fixing, cioè l’ alterazione del risultato sportivo al fine di conseguire illeciti guadagni attraverso il sistema delle scommesse. La possibilità di avere libero accesso agli ambienti societari e, ancor di più, la frequentazione di un calciatore importante della squadra locale per un soggetto mafioso ha una duplice valenza.
Un caso emblematico citato in questo senso è quello del calciatore Fabrizio Miccoli, condannato dal tribunale di Palermo il 20 ottobre 2017 a tre anni e sei mesi per estorsione, con le aggravanti di aver commesso il fatto (avvenuto a Palermo nel settembre-ottobre 2010), avvalendosi del metodo mafioso e della violenza e minaccia commessa da più persone.
Ho scelto questo contenuto perché a me piace molto il calcio e ci gioco, scelgo la carta visibile e invisibile perché è visibile lo sport e fanno vedere la pace e solo cose positive ma in realtà dietro a tutto questo ci sono anche cose negative come la mafia.

Anna P., classe 3B PSS, I.I.S. G. Bertacchi, Lecco

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