Classe 3I – Andrea C. , Sara S. , Giordano A. , Davide A. , Tiziano S. , Viola C. , Ginevra P.


Rita Adria è stata una delle donne ribelli alla mafia più importanti nella storia della liberazione.

Figlia di Vito Atria e di Giovanna Cannova, nel 1985, all’età di undici anni, Rita Atria perde il padre, pastore affiliato a Cosa Nostra ucciso in un agguato. Nel giugno 1991 il fratello Nicola Atria viene ucciso e la moglie Piera Aiello, che era presente all’omicidio del marito, decide di denunciare i due assassini e collaborare con la polizia.

All’età di 17 anni, Rita decide di seguire le orme della cognata, rivolgendosi alla magistratura in cerca di giustizia per quegli omicidi.

Le deposizioni di Rita e di Piera, unitamente ad altre testimonianze, permettono di arrestare numerosi mafiosi di Partanna, Sciacca e Marsala.

Una settimana dopo la strage di Via D’Amelio, in cui perse la vita il giudice Borsellino, Rita si uccise a Roma, dove viveva segretamente, lanciandosi dal settimo piano di un palazzo di viale Amelia 23.

 

 

Rita Atria per molti rappresenta un’eroina, per la sua capacità di rinunciare a tutto, anche all’affetto della madre (che la ripudiò e che dopo la sua morte distrusse la lapide a martellate), per inseguire un ideale di giustizia.

Rita Atria e Piera Aiello le si definisce testimoni di giustizia, figura legislativamente riconosciuta con la legge n. 45 del 13 febbraio 2001.

Un film dedicato a Rita:

Anniversario della sua morte:

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