Classe 2B – Mattia F. , Angelo R. , Nicola M. , Nazzareno D.
La mafia non ha mai discriminato le proprie vittime, ha colpito persone provenienti da ogni ceto sociale, accomunate dal coraggio di opporsi al potere criminale o di cercare una convivenza civile: magistrati e politici, lavoratori, commercianti e contadini, sindacalisti e braccianti, cittadini comuni, uomini, donne e persino bambini, testimoni di giustizia.
Alcune storie da non dimenticare:
Emanuele Notarbartolo – sindaco di Palermo e direttore del Banco di Sicilia, fu assassinato il 1°febbraio 1893 sul treno Termini–Palermo. Uomo di integrità assoluta, aveva combattuto la corruzione all’interno delle istituzioni bancarie, opponendosi alle ingerenze mafiose nella gestione del credito pubblico. Il caso Notarbartolo fu il primo processo in cui la parola “mafia” entrò ufficialmente negli atti giudiziari italiani, dimostrando come la mafia non fosse solo violenza: era —ed è —un sistema di potere che si infiltra nelle istituzioni, nei tribunali, nella politica.
Antonino Scuderi – consigliere comunale socialista e segretario della Cooperativa Agricola di Dattilo (TP) ucciso il 16 febbraio 1922: la sua colpa era difendere i diritti dei contadini contro il latifondo mafioso.
Pasquale Campanello – vittima della camorra campana. La sua storia rappresenta il coraggio di chi non si piega al ricatto del crimine organizzato nel tessuto sociale quotidiano.
Ignazio Aloisi – La storia di chi non ha avuto paura di ribellarsi. Testimonianza di resistenza civile: un esempio di come sia possibile dire no alla mafia anche a costo della propria incolumità.
La mafia si è sempre nutrita di miti: il boss rispettoso, l’uomo d’onore, il protettore del territorio. Questi stereotipi vanno smontati attraverso la memoria delle vittime e la conoscenza dei fatti.
CONOSCI – RICORDA – AGISCI
- Memoria: ricordare le vittime per nome, cognome e storia – non numeri, ma persone reali con sogni e affetti.
- Beni Confiscati: i patrimoni sottratti alle mafie diventano scuole, cooperative, centri sociali – il crimine trasformato in bene comune.
- Aggregazione: le associazioni antimafia costruiscono comunità resistenti, dove la cultura della legalità si vive ogni giorno.
“La libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione” – Giorgio Gaber













