Classe 2C – Margherita, Matteo, Malak, Giacomo


 

Le prime comunicazioni della mafia si basavano su messaggi segreti, simboli e, in particolare, l’uso dei «pizzini», foglietti cifrati consegnati da corrieri di fiducia per evitare intercettazioni. Svilupparono anche un loro e proprio linguaggio, storicamente noto come baccagghiu. Il linguaggio è arcaico, denso di riferimenti simbolici, di richiami a personaggi storici o fantastici.

I simboli:

La rosa dei venti – autorità e alto rango, fedeltà
La coppola – potere patriarcale
Il crocifisso – legittimazione e controllo sociale

I colori principali: nero, rosso, giallo

L’idealizzazione dell’ aspetto del classico mafioso
Quando si pensa alla mafia e al tipico mafioso, viene in mente l’ uomo vestito elegante, in giacca e cravatta, capelli gellati all’ indietro, sicuro di sé, fuma. Come mai? I mafiosi non sono sempre stati così: non erano così eleganti e rappresentano la ricchezza nel modo di vestirsi. Vengono rappresentati così perché simboleggiano il potere e il modo di essere forti. Ma questa non è la realtà.

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