Classe 3D – Aurora B. , Mattia F. , Agnese L. , Lorenzo D. , Irene L.


 

Perché dei ragazzi così giovani vengono attirati da questi ambienti pericolosi?

La violenza giovanile non è uguale in tutta Italia e la presenza di organizzazioni mafiose segna la differenza. Il peso delle famiglie criminali, l’abbandono scolastico e i livelli di microcriminalità tracciano una linea di demarcazione tra Nord e Sud, e tra realtà urbane differenti, come Napoli, Genova e Milano, tre città che negli ultimi 20 anni hanno assistito a una crescente attenzione mediatica sul tema della violenza giovanile.

Selfie

Napoli, Rione Traiano. Nell’estate del 2014, Davide, 16 anni, viene ucciso da un carabiniere che lo scambia per un ricercato. Alessandro e Pietro, coetanei e amici inseparabili, vivono nello stesso quartiere e accettano di raccontare la loro realtà attraverso un video-selfie. Tra sogni, difficoltà e il peso della tragedia di Davide, il loro sguardo restituisce un ritratto intimo e crudo di un rione che appare come un confine invalicabile.

O Maé

Il romanzo è stato scritto da Luigi Garlando. Racconta di Filippo, un quattordicenne di Scampia figlio di un boss, destinato a entrare nella criminalità organizzata. Suo zio lo porta nella palestra di judo di Gianni Maddaloni (chiamato appunto “O Maé”) sperando di “raddrizzarlo”. La storia è ispirata a fatti e personaggi reali, in particolare alla palestra di Gianni Maddaloni a Scampia, che offre un’alternativa di legalità ai giovani del quartiere.

La paranza dei bambini

Scritto da Roberto Saviano nel 2016, è diventato un film pluripremiato. Il termine “paranza” indica le barche da pesca che usano le luci per attirare i pesci; nel gergo criminale, indica il gruppo di fuoco. L’accostamento ai “bambini” sottolinea la giovanissima età dei nuovi boss, spesso minorenni. La storia si ispira a fatti di cronaca veri, in particolare all’ascesa e caduta della paranza guidata dal giovane Emanuele Sibillo a Forcella.

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