Classe 1B –
Un podcast che racconta le tragedie causate dalla mafia, concentrandosi sugli omicidi che hanno segnato la nostra storia
La strage di Capaci è stato un attentato terroristico-mafioso avvenuto il 23 maggio 1992 nei pressi di Capaci (Sicilia), in cui persero la vita il giudice Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. Cosa Nostra azionò il tritolo sotto l’autostrada A29 alle 17:58, ferendo anche numerose altre persone.
La cittadinanza ha espresso forte rabbia e condanna, in particolare durante i funerali, diventando un punto di svolta nella lotta alla mafia.
Palermo si ferma annualmente, con cerimonie che si tengono nel luogo dell’attentato e presso l’Albero Falcone, trasformando il dolore in un simbolo di rinascita e legalità. La memoria della strage è mantenuta viva soprattutto dai giovani, con la “nave della legalità” e iniziative annuali.
Una storia collegata:
Il tredicenne Giuseppe Di Matteo fu rapito il 23 novembre 1993. Un commando mafioso, travestito da agenti di polizia, lo ingannò dicendogli che lo avrebbero portato dal padre, che si trovava in una località protetta. Il motivo: Il padre, un ex mafioso, aveva iniziato a collaborare con la giustizia, fornendo dettagli cruciali sulla strage di Capaci. Il sequestro era un ricatto per indurlo a ritrattare le sue confessioni.
Dopo 779 giorni di prigionia, l’11 gennaio 1996, il boss Giovanni Brusca ordinò l’esecuzione del ragazzo.








