Classe 3F – Emanuele, Marco, Federico Maria, Maria Antonietta, Lorenzo Mario
CROSSMEDIALE
Come cinema, serie TV, giornali, social e videogiochi rappresentano mafiosi, vittime, forze dell’ordine e cittadini comuni?
1. Spesso le produzioni cinematografiche utilizzano un’estetica accattivante in cui il mafioso appare come un “uomo d’onore” carismatico, potente, elegante e circondato dal lusso. Il rischio è quello di empatizzare con il “cattivo”, scambiando la violenza per coraggio e la prevaricazione per leadership.
2. La viralità mafiosa sui social: Oggi i clan usano TikTok e Instagram per veicolare messaggi di potere, ostentare ricchezza e reclutare consenso attraverso canzoni neomelodiche o simbologie specifiche. Il pericolo reale è la normalizzazione del linguaggio mafioso: se un contenuto criminale diventa un “trend”, perde la sua gravità agli occhi di chi lo guarda.
3. L’invisibilità delle vittime nei videogiochi: in molti prodotti d’intrattenimento, come alcuni videogiochi open-world, le vittime e i cittadini comuni sono spesso ridotti a “comparse” senza volto o a semplici ostacoli nel percorso del protagonista criminale. Questa narrazione ignora il dolore delle vittime e finisce per sminuire il danno sociale ed economico che le mafie arrecano alla collettività.
CINEMA
Abbiamo deciso di mettere a confronto due spezzoni di film, cercati su youtube, inerenti la mafia per farne un paragone:
https://www.youtube.com/watch?v=rgilW1-cWu0
In the Gentlemen il titolo parla già da sé. Nel video osserviamo come il boss venga ritratto come un vero e proprio gentiluomo: entra nel locale vestito elegantemente e, senza bisogno di mostrare armi, mantiene un tono calmo, dimostrando che non ha bisogno di urlare per farsi rispettare.
Al contrario, lo spezzone di Gomorra mostra la scena finale del film con l’esecuzione di due ragazzi, rappresentando la cruda realtà della criminalità. Qui emerge la spietatezza del sistema: l’omicidio è pianificato nei minimi dettagli, incluso l’occultamento dei cadaveri che vengono trascinati via da una ruspa come se fossero spazzatura.
SOCIAL
Con l’avvento dei social network, le mafie si sono spostate dalle strade alle principali piattaforme di comunicazione utilizzate dai giovani, creando un linguaggio universale apparentemente comune. Le organizzazioni criminali cercano di lanciare vere e proprie mode; in questo modo, anche un contenuto esplicitamente criminale, una volta diventato “di tendenza”, perde la sua gravità etica agli occhi degli
utenti. Navigando sui social e prestando attenzione ai contenuti proposti dagli algoritmi, abbiamo raccolto immagini e video che utilizzano un linguaggio nato in ambienti mafiosi, ma che oggi viene percepito come normale o “cool” da molti ragazzi.
VIDEOGIOCHI
GTA 5 : in questo gioco non si lavora sempre in modo diretto per la mafia, ma si seguono gli ordini di boss a loro volta legati a organizzazioni criminali.
Nel video si può vedere come nel gioco sia possibile sparare a dei civili anche per puro divertimento; spesso le vittime sono solo pixel senza nome, “comparse” che si possono investire con l’auto o semplicemente ostacoli per terminare la missione. Il problema è che così il crimine sembra un gioco “figo” e senza conseguenze, dove chi è più forte comanda e basta. Avviene una vera e propria distorsione della realtà.
In questo video, del funerale di Giovanni Falcone, si percepisce il dolore profondo delle persone presenti: dai familiari ai comuni cittadini arrivati da tutta Italia. Le immagini della folla disperata e infuriata nei confronti delle istituzioni trasmettono i brividi e restituiscono la giusta dimensione alla tragedia, smentendo ogni narrazione “leggera” o divertente del crimine.
La mafia perde quando smette di sembrarci normale, o peggio, divertente. Scegliere da che parte stare, inizia da cosa decidiamo di visualizzare, condividere e ammirare sui nostri schermi.

