Classe 4BS – Leonardo C. , Mattia S. , Mattia di B. , Rebecca M.


 

Le origini della mafia risalgono alla Sicilia della metà dell’ottocento, in una fase storica di transizione definita dal passaggio dal vecchio sistema feudale ad una organizzazione sociale moderna. In questo periodo di instabilità, lo Stato non riusciva a garantire l’ordine, lasciando spazio a forme di potere non ufficiali.

Le gerarchie delle organizzazioni mafiose italiane ( Ndrangheta, Cosa Nostra) seguono una struttura piramidale per mantenere segretezza e controllo:

  • Capo Famiglia (o Rappresentante): Eletto dai membri della famiglia.
  • Sottocapo (Vicerappresentante): Sostituisce il capo.
  • Consigliere: Affianca il capo nella gestione.
  • Capodecina: Controlla un gruppo di soldati (da 5 a 30).
  • Soldati (o Picciotti): Esecutori operativi alla base della piramide.
  • Capo Mandamento: Gestisce tre o più famiglie contigue.
  • Commissione (o Cupola): Organo di vertice composto dai capi mandamento.

Conosciuta come la “legge del silenzio”, l’omertà impedisce di denunciare reati o identificare i colpevoli, proteggendosi così dalle autorità. L’omertà si basa sulla paura di una futura vendetta, ma anche sfiducia che nutrono verso le istituzioni, creando un ambiente in cui la mafia opera impunita. L’omertà rappresenta un compromesso morale e un atteggiamento complice che inizia spesso in contesti in cui la mafia opera diffusamente. Non è solo una caratteristica delle organizzazioni criminali, ma spesso riflette un sistema di controllo sociale che rende la mafia un sistema di potere basato sul supporto sociale.

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