Classe 2ALIN – Gabriele, Alessio, Emma, Jasmine, Laura 


 

La comunicazione tra le mafie è caratterizzata da strategie simboliche, azioni e silenzi per trasmettere paura o guadagnare il consenso. Le mafie utilizzano metodi tradizionali come incontri faccia a faccia, comunicazioni scritte criptate, telefonate in codice e l’uso di intermediari.

Ma anche metodi più moderni come internet, telefoni cellulari, software di crittografia e social media: oggi le mafie utilizzano anche piattaforme come Instagram e TikTok per comunicare indirettamente e per attirare i giovani. Anche la musica e alcuni contenuti culturali possono influenzare i giovani. Alcuni testi raccontano la vita criminale come qualcosa d’affascinante e vincente.

Le mafie non sono solo gruppi criminali, ma veri e propri sistemi che influenzano il modo di pensare delle persone. Le mafie puntano sui giovani perché sono più facili da influenzare, soprattutto se vivono in contesti difficili.

Perché puntano sui giovani?

  • Difficile intercettabilità: i minori e i giovani insospettabili sono meno controllati dalle forze dell’ordine, rendendoli ideali per compiti come corrieri o vedette.
  • Ricambio generazionale: le mafie si evolvono in reti fluide e decentralizzate, necessitando di giovani per rinnovare le proprie fila e garantire la continuità operativa.
  • Manipolabilità e fascino del denaro facile: le mafie speculano sulla manodopera locale, offrendo salari minimi che generano dipendenza e dando l’effimera sensazione di potere e guadagno rapido.
  • Utilizzo dei Social e delle nuove tecnologie: i giovani sono capaci di esercitare un’attrazione “digitale” su altri coetanei, facilitando il reclutamento attraverso piattaforme social.
  • Disagio sociale e assenza di riferimenti: spesso i giovani reclutati provengono da contesti di descolarizzazione, con carenza di punti di riferimento educativi o situazioni familiari assenti.
  • Controllo diretto su attività “di strada”: i minori sono spesso impiegati nelle piazze di spaccio e in azioni di micro-criminalità che preparano la strada al loro coinvolgimento in attività mafiose più complesse.

Per contrastare questo fenomeno è fondamentale l’educazione alla legalità. La scuola, la famiglia e le istituzioni devono offrire alternative concrete ai giovani.

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