Classe 2B LSU – Giada, Clara, Annalisa, Helena, Chiara
Le mafie in Italia:
- Cosa Nostra (Sicilia): nata nell’ottocento, radicata nella Sicilia occidentale.
- ‘Ndrangheta (Calabria): attualmente una delle più potenti per la forte coesione familiare.
- Camorra (Campania): struttura più orizzontale, diffusa nel napoletano.
- Sacra Corona Unita (Puglia): nata in tempi più recenti.
- Stidda (Sicilia): organizzazione concorrente a Cosa Nostra.
Donne e mafia: tra sottomissione, potere e riscatto
Il ruolo delle donne nella mafia si è evoluto da custodi silenziose dei codici d’onore a figure attive nella gestione degli affari criminali e, in casi rari, a collaboratrici di giustizia. spesso trasmettono i valori mafiosi, ma sono state anche vittime della mafia o protagoniste del riscatto sociale e della lotta all’illegalità.
Assunta Maresca, conosciuta come “Pupetta”, è stata una figura molto nota della cronaca nera italiana, legata alla Camorra. Nasce nel 1935 a Napoli. Divenne celebre alla fine degli anni ’50 quando uccise Antonio Esposito, ritenuto responsabile dell’omicidio del marito. Lo colpì in pubblico mentre era incinta, in un gesto di vendetta. L’episodio ebbe enorme risonanza mediatica e la rese un simbolo di vendetta d’onore. Dopo la scarcerazione, rimase in qualche modo legata a quell’ambiente. Morì nel 2021.
Rossella Casini è una delle vittime simbolo della criminalità organizzata in Italia, legata alla ‘Ndrangheta. Nasce nel 1956 a Firenze, si innamorò di un ragazzo calabrese legato a una famiglia della ‘ndrangheta; quando lui decise di collaborare con la giustizia e allontanarsi dall’ambiente criminale, Rossella lo sostenne. Questo gesto la rese vulnerabile agli occhi della famiglia mafiosa. Scompare nel 1981, a soli 25 anni.
Verso una società più equa: le questioni di genere rappresentano una sfida ancora attuale e complessa, che coinvolge ogni ambito della società, dalla famiglia al lavoro, dall’istruzione alla politica. Nonostante i progressi compiuti negli ultimi decenni, persistono disuguaglianze, stereotipi e discriminazioni che limitano la piena realizzazione delle persone.
Promuovere l’uguaglianza di genere non significa solo garantire pari diritti, ma anche valorizzare le differenze, abbattere i pregiudizi e costruire una cultura basata sul rispetto e sull’inclusione.
Ognuno di noi può contribuire al cambiamento, attraverso le proprie scelte quotidiane, il linguaggio e il comportamento. Solo attraverso consapevolezza, educazione e impegno collettivo sarà possibile costruire una società più equa, in cui tutte le persone abbiano le stesse opportunità di esprimere sé stesse e realizzare il proprio potenziale.









