Alcuni anni fa mi è capitato quasi per caso di avere tra le mani il libro “Volevo nascere vento”, la storia vera di Rita Atria, una ragazza cresciuta respirando l’aria di mafia nell’ambiente familiare e fuori. Il padre Vito era un importante esponente della mafia siciliana, conosciuto come il “dottore”, a cui tutti si inchinavano o chiedevano favori, ucciso da Cosa Nostra. Il fratello Nicola seguendo le orme del padre cerca vendetta, ma trova invece anche lui la morte. Dopo questi eventi Rita e la cognata Piera trovano il coraggio di denunciare alla giustizia gli intrighi mafiosi vissuti, accettando il programma di protezione e dando inizio ad una collaborazione con Paolo Borsellino.
L’ho associato alla carta paura-coraggio. Ho scelto di parlare di questo libro perché, a mio parere, è giusto che si diffonda la conoscenza della storia di Rita che è stata un esempio di coraggio rivelando delle informazioni a danno della mafia. Con questo gesto ha dimostrato quanto fosse più grande il suo desiderio di un futuro migliore rispetto alla paura delle conseguenze.
Quando il 19 luglio 1992 Paolo Borsellino viene dilaniato da un’autobomba in Via D’Amelio questo coraggio traballa, la giovane ragazza si sente sola e abbandonata e non crede di farcela più, perde la speranza e, lasciandosi sopraffare dalla paura, compie un gesto estremo.

Francesca S.

Liceo Calasanzio

V Ginnasio

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