Classe 2B –


 

Mariangela di Trapani: era la moglie del boss Salvino Madonia. Era chiamata “la Picciridda di Cosa Nostra”. Prese parte alle decisioni che contano, come l’eliminazione di un capo, parlò per conto della propria famiglia con i vertici di Cosa Nostra, gestì le risorse economiche della famiglia e non si pentì.

Maria Licciardi nacque e crebbe nel quartiere napoletano di Secondigliano, tradizionale roccaforte del clan Licciardi. Tutti i membri della sua famiglia erano affiliati alla Camorra: suo padre era stato un noto boss locale, uno dei suoi fratelli, Gennaro Licciardi detto “a Scigna” (la scimmia) divenne a sua volta un boss molto potente che, coadiuvato dai fratelli Pietro (“Pierino”) e Vincenzo (“o Chi atto”, il tarchiato), col tempo raggiunse il vertice del clan e divenne membro fondatore dell’Alleanza di Secondigliano, una coalizione fra potenti clan camorristici che controllavano il traffico di droga e il racket delle estorsioni in molti quartieri di Napoli. Gennaro morì il 3 agosto 1994 di sepsi mentre era detenuto nel carcere di Voghera[1].

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