Classe 2C LSU – Riccardo, Anna, Safiria, Rachele
La mafia è un fenomeno purtroppo ancora molto presente sul territorio italiano attraverso grandi organizzazioni conosciute come: Camorra, Cosa Nostra e Ndrangheta. Cosa Nostra è un’organizzazione mafiosa siciliana che ha visto tra i suoi esponenti Bernardo Provenzano, Totò Riina e Matteo Messina Denaro, l’ultimo vero boss. A cercare di sconfiggere la mafia e soprattutto i boss furono magistrati e giudici come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, uccisi barbaramente in stragi organizzate.
Si tratta di organizzazioni secolari di persone dedite ad attività illecite che impongono la propria volontà con mezzi illegali e violenti, per i propri interessi a danno degli interessi pubblici. La mafia è strutturata come uno stato che offre servizio “di protezione”, esige il pizzo e amministra il territorio con violenza ed intimidazione.
In Italia sono purtroppo presenti anche infiltrazioni di gruppi mafiosi stranieri, i principali sono:
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Criminalità nigeriana (traffico di droga, tratta di esseri umani, sfruttamento della prostituzione)
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Criminalità albanese (traffico di droga, sfruttamento della prostituzione)
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Criminalità cinese (traffico di droga, estorsione, contraffazione di marchi, gioco d’azzardo e scommesse, sfruttamento della prostituzione)
Le organizzazioni mafiose sono sicuramente da debellare, in quanto hanno provocato e provocano grandi e gravi conseguenze su tutta la società. Basti pensare a quante persone sono morte, in Italia e non solo, per mezzo della mafia: sono stati sottratti alla vita coloro che hanno cercato di combattere il fenomeno, come nel caso di Falcone e Borsellino, ma anche innocenti per sola vendetta o sbaglio, come i bambini (si contano in Italia 108 piccole vittime della mafia).
Per ricordare le vittime della mafia il 1º marzo 2017 è stata approvata la proposta di legge che istituisce e riconosce il 21 marzo quale “Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime della mafia”.
Carlo Alberto dalla Chiesa (Saluzzo, 27 settembre 1920 – Palermo, 3 settembre 1982): è stato un generale, prefetto e carabiniere italiano. Entrò nell’Arma durante la seconda guerra mondiale e partecipò alla Resistenza; dopo la guerra combatté il banditismo prima in Campania e successivamente in Sicilia e tra il 1966 e il 1973 con il grado di colonnello indagò su Cosa nostra.
L’agguato a Carlo Alberto dalla Chiesa avvenne il 3 settembre 1982 a Palermo in via Isidoro Carini: fu ucciso da Cosa Nostra insieme alla moglie Emanuela Setti Carraro e all’agente di scorta Domenico Russo in un attentato brutale.
L’indignazione nazionale per il delitto, descritto in una famosa scritta anonima come la morte della “speranza dei palermitani onesti”, accelerò l’approvazione del reato di associazione mafiosa (art. 416-bis c.p.), introdotto dieci giorni dopo.
Emanuela Sansone: la prima vittima donna della mafia italiana è la giovane palermitana di soli 17 anni. Figlia di due proprietari di una bottega alimentare di Palermo in via Scampolo. Il 27 dicembre 1896 Emanuela stava giocando con i suoi fratelli minori all’aperto, quando improvvisamente si sentirono due colpi di fucile sparati contemporaneamente. I due colpi di fucile colpirono Emanuela, che morì purtroppo poco dopo il colpo e la madre Giuseppa, che restò gravemente ferita. L’episodio scaturì probabilmente a causa di un gruppo di mafiosi dopo che la madre di Emanuela fu sospettata di averli denunciati per la fabbricazione di banconote false. Successivamente all’omicidio della figlia, Giuseppa Di Sano iniziò a collaborare con la giustizia, divenendo di fatto la prima donna collaboratrice della giustizia.










