Classe 3B –
Totò Riina: boss mafioso siciliano, capo dei Corleonesi e leader di Cosa Nostra negli anni ’80–’90.
Toto Riina Nato a Corleone nel 1930, entra giovanissimo nella mafia. Negli anni ’70–’80 conquista il potere con violenza estrema, eliminando i clan rivali e assumendo il controllo totale di Cosa Nostra, imponendo una strategia di terrore contro mafiosi e Stato. Responsabile di centinaia di omicidi, ordinò le stragi di Falcone e Borsellino (1992). Arrestato nel 1993 dopo 23 anni di latitanza, condannato all’ergastolo, morto in carcere nel 2017.
Le sue strategie non erano come quelle di altri boss: erano basate sul terrore, sulla velocità e sul controllo assoluto. Colpiva in modo imprevedibile, rapido, sproporzionato.
Bernardo Provenzano: è stato uno dei più importanti boss della mafia siciliana, Cosa Nostra.
Nato nel 1933, entrò molto giovane nell’organizzazione mafiosa. Dopo l’arresto di Totò Riina, divenne il capo principale della mafia, scegliendo una strategia più discreta e meno violenta, basata su affari e accordi segreti. Rimase latitante per oltre quarant’anni, comunicando tramite brevi messaggi scritti chiamati pizzini. Fu arrestato nel 2006 e morì in carcere nel 2016.
Lucky Luciano: considerato il principale fondatore della mafia italo-americana.
Nato in Sicilia nel 1897 e cresciuto a New York, entrò giovanissimo nel mondo della criminalità. Negli anni Venti e Trenta divenne famoso perché rivoluzionò la mafia americana: eliminò i vecchi boss durante la guerra castellammarese e creò un sistema moderno basato sugli affari, non solo sulla violenza. Fondò la Commissione, un’organizzazione che coordinava le famiglie mafiose. Arrestato nel 1936, fu poi espulso dagli Stati Uniti e morì in Italia nel 1962.
Matteo Messina Denaro: è stato uno dei più potenti boss della mafia siciliana, appartenente a Cosa Nostra.
Nato a Castelvetrano, era figlio di un mafioso e ha seguito la stessa strada diventando un capo molto temuto. È stato coinvolto in stragi, omicidi, estorsioni e traffici illegali ed è considerato uno dei responsabili delle stragi degli anni ’90, come quelle in cui morirono i giudici Falcone e Borsellino. È rimasto latitante per circa 30 anni, riuscendo a nascondersi grazie a una rete di aiuti e protezioni. È stato arrestato nel gennaio 2023 e morto nello stesso anno a causa di una grave malattia, mentre si trovava in carcere.
Tommaso Buscetta: è stato un mafioso siciliano appartenente a Cosa Nostra.
Per molti anni ha vissuto tra l’Italia e l’estero ed è stato coinvolto in attività criminali. Negli anni Ottanta scoppiò una violenta guerra interna alla mafia e molti familiari di Buscetta vennero uccisi. Questo lo colpì profondamente. Nel 1983 Buscetta fu arrestato in Brasile ed estradato in Italia. In quel momento decise di pentirsi e di collaborare con la giustizia. Iniziò a raccontare tutto quello che sapeva al giudice Giovanni Falcone, spiegando per la prima volta in modo chiaro come funzionava Cosa Nostra, quali erano le sue regole e chi erano i capi. Le sue dichiarazioni furono molto importanti perché permisero allo Stato di organizzare il Maxi Processo di Palermo, durante il quale molti mafiosi furono condannati. Per questo Buscetta è considerato il primo grande pentito della mafia. Dopo la collaborazione visse sotto protezione e morì nel 2000.















