Paura / Coraggio

Il boss buono

Il video parla di Sebastiano Ferrara, un boss mafioso che si è pentito di essere entrato nella mafia ma, allo stesso tempo, ha anche compiuto delle buone azioni portando dalla sua parte la popolazione del quartiere. 

Suburra la serie

Ho trovato questo contenuto sulla piattaforma streaming " NETFLIX ", questa serie parla di vicende di alcuni personaggi tra politici, criminali e persone comuni, coinvolti negli affari malavitosi della città di Roma, sullo sfondo dell'assegnazione degli appalti per la costruzione del Porto Turistico di Roma nel quartiere di Ostia. 

La storia di Cosa Nostra

Ho scelto questo video che riassume la storia di Cosa Nostra, per ricordare uno dei movimenti di mafia più famosi e pericolosi. 

Rita Atria contro la mafia

Questo video racconta la storia di Rita Atria, una ragazza diciassettenne, che insieme alla cognata ha denunciato i crimini della mafia (cosa nostra) a Paolo Borsellino. 

Bum, la scimmietta di peluche con le zampe bruciate

E' il racconto di un padre al proprio figlio Giovanni, riguardo la figura di Giovanni Falcone, di ciò che riuscì a portare a galla, dell'omicidio di Giuseppe Di Matteo e anche del perché la scimmietta Bum. 

La nostra terra

Nel video viene mostrata il trailer e la storia del film. Mi ha colpito il coraggio e la forza di volontà dei protagonisti di lottare per i propri averi. 

Peaky Blinders e le mafie

Ho scelto di parlare di Peaky Blinders, la mia serie Tv preferita che, oltre a coinvolgere molto, presenta anche innumerevoli riferimenti alla mafia. In questo caso si parla della mafia di New York, la "mano nera", che crea scompiglio nella famiglia Shelby manifestandosi tramite un biglietto che presenta l'immagine di questa mano nera. Questa associazione criminale è composta da capi mafiosi appartenenti alla parte meridionale dell'Italia ed agisce a New York, Chicago, San Francisco e New Orleans. 

Il primo collaboratore di giustizia della storia

Tommaso Buscetta, detto anche “don Masino” o “il boss dei due mondi”, è stato un affiliato di Cosa Nostra a partire dal 1945 e il primo collaboratore di giustizia durante le inchieste coordinate dal magistrato Giovanni Falcone. Grazie alle deposizioni di Buscetta la polizia riuscì ad eseguire centinaia di blitz ed arresti che destabilizzarono Cosa Nostra: nel 1986 ebbe finalmente inizio il maxiprocesso nell'aula-bunker di Palermo, del quale Buscetta fu testimone chiave. 

I due Martiri della legalità: Paolo Borsellino e Giovanni Falcone

Ho deciso di caricare questi video ricercati su YouTube per ricordare due persone molto importanti: Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, che hanno combattuto contro la mafia. Attraverso le loro gesta, che possono definirsi eroiche, hanno smascherato il fenomeno mafioso e tutte quelle azioni criminali che esso compiva e che i cittadini avevano paura di denunciare. I due magistrati, hanno lottato, mettendo a rischio la propria vita, consapevoli del rischio a cui andavano incontro, per sconfiggere queste organizzazioni, e in particolare "Cosa Nostra". 

#AddioPizzo

#Addiopizzo è un movimento aperto, fluido, dinamico, che agisce dal basso e si fa portavoce di una “rivoluzione culturale” contro la mafia. È formato da tutte le donne e gli uomini, i ragazzi e le ragazze, i commercianti e i consumatori che si riconoscono nella frase “Un intero popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità”. 

Giuseppe Di Matteo ucciso dalla mafia

In questo video possiamo vedere il padre Di Giuseppe di Matteo il bambino sciolto nel acido dalla mafia, che racconta come è andata la vicenda. Il padre pentito di mafia aveva ucciso Giovanni Falcone e la sua scorta. Una volta che il suo bambino era stato rapito il padre non si è potuto tirare indietro perchè altrimenti avrebbero ucciso tutta la sua famiglia. 

Il video allegato parla di Giuseppe Di Matteo, un ragazzino di dodici anni rapito dalla mafia per convincere il padre, Santino Di Matteo, collaboratore di giustizia ed ex-mafioso, a ritrattare le sue rivelazioni sulla strage di Capaci. Giuseppe, dopo essere stato tenuto prigioniero per due anni, fu ucciso e sciolto nell'acido l'11 Gennaio 1996. 

Pensa, Fabrizio Moro

Grazie al suo bellissimo testo, questa canzone è stata scritta e composta dopo che l’autore aveva visto un film sulla vita di Paolo Borsellino. È un invito alla riflessione di essere contro la mafia. 

La mafia uccide chiunque

Ho scelto questo video perché penso che sia un argomento molto importante da trattare, si pensa che la mafia non uccide i bambini ma non è così, come possiamo vedere in questo video che ci racconta la storia di Giuseppe di Matteo. 

Il coraggio di dire no

Ho scelto di parlare di questa donna perché ha avuto il coraggio di denunciare la 'Ndrangheta nonostante sia cresciuta in questo contesto di criminalità; ha sin da subito cercato giustizia e ha lottato fino alla fine per averla e, malgrado sia morta l'ha ottenuta e ha guadagnato ammirazione e memoria per la sua forza e per il suo coraggio. 

Roberto Saviano racconta dei testimoni di giustizia

Ho trovato questo video su YouTube, cercando queste precise parole chiavi: Roberto Saviano, mafia e testimoni di giustizia. Il video parla di Maria Concetta Cacciola, collaboratrice di giustizia e vittima innocente di 'ndrangheta. 

Ribellarsi alla mafia è possibile

Storie parallele di due imprenditori, Filippo Cogliandro in Calabria, Gianluca Maria Calì in Sicilia. Hanno detto no al pizzo costruendo così un futuro diverso. 

Peppino Impastato

Il 9 maggio 1978 Peppino Impastato viene trovato morto accanto ai binari di una ferrovia; al momento del ritrovamento il corpo è praticamente irriconoscibile. 

La mafia non mi fermerà

Piero Badaloni intervista il giornalista Paolo Borrometi riguardo alle minacce da parte dei mafiosi con cui convive da molto tempo e per cui è costretto a vivere sotto scorta. Ho scelto questo contenuto perché mi ha colpita la tenacia, la determinazione e il senso del dovere di quest'uomo che a costo di dire la verità e di parlare, ha messo e mette tutt'ora a rischio la propria vita, dopo alcune vacillamenti.  

Giancarlo Siani

Giancarlo Siani è un’altra figura che va ricordata nella lotta alla mafia. Era un giornalista e venne ucciso proprio dalla mafia quando aveva 26 anni. Lavorava al “Mattino” di Napoli e si era sempre interessato alla camorra nelle zone di Torre Annunziata. 

Emanuela Loi

Emanuela Loi è stata un'agente di Polizia italiana, morta nella Strage di via D'Amelio (attentato di cosa nostra a Paolo Borsellino), immedesimandomi in Emanuela posso comprendere la paura che ha avuto in quel momento ma al contempo non ha mai smesso di essere coraggiosa. 

Graziella Campagna, vittima innocente

Ho scelto la storia di Graziella Campagna perché era una ragazza qualunque, che non aveva nulla a che fare con la mafia. Mi ha colpito molto il fatto che si possa diventare bersaglio di criminali anche per una casualità. La sua è una famiglia per bene che ha subito continue ingiustizie: tentativi di scarcerazione degli assassini, querele per diffamazione e infine gli insulti oltre al dolore per averla persa. Graziella e i suoi cari non si meritavano questo, come i tantissimi altri familiari di vittime di mafia. 

Bambini Soldato

Questo video parla di Luigi Bonaventura, un ragazzo, che fin da bambino è stato arruolato dalla famiglia in un’associazione mafiosa, nota come ‘Ndrangheta. Ho associato questo video all’illustrazione Paura/Coraggio, perché a Luigi tutto ciò sembrava un gioco, tenere la pistola tra le mani, usarla e farsi del male. 

Un eroe senza paura

In questo video possiamo vedere uno spezzone di un'intervista del giudice Giovanni Falcone in cui dice una frase che mi ha colpita molto: "L'importante non è stabilire se uno ha paura o meno; è saper convivere con la propria paura e non farsi condizionare dalla stessa. Il coraggio è questo, altrimenti non è più coraggio, è incoscienza". 

La figura della donna nelle mafie

Ho preso questo contenuto nel sito di wikimafia, parla del ruolo della donna all'interno delle mafie, come ad esempio la custodia e occultamento delle armi, di vigilanza esterna, di acquisizione di informazioni e di trasmissione di messaggi. 

La storia di Rita Atria

n questo video alcune persone riunite in una piazza di Napoli parlano e raccontano di Rita Atria leggendo anche una pagina di un suo diario. L'ho scelto perchè la storia di Rita Atria mi ha colpito molto non avevo mai sentito una storia così. 

Emanuela Loi

Emanuela Loi aveva solo 24 anni ed era un' agente della Polizia di Stato , faceva parte dei 5 membri della scorta che persero la vita nella strage. La sua storia è diventata simbolo di coraggio per ogni donna, Emanuela è stata la prima donna a morire in servizio nei corpi di polizia. 

Associazione “Libera” – nuova pagina sulle proteste contro lo mafia

Ho trovato questo video sulla piattaforma digitale Youtube, quest'ultimo raffigura Don Luigi Ciotti in una conferenza in cui parla di Saveria Antiochia madre di un figlio di nome Roberto Antiochia che era un agente di scorta al commissario Cassarà. Essendo che in quel periodo fu trasferito a Roma ed aveva qualche giorno di vacanza va con la sua ragazza per fare le valigie e partire ma in quei giorni muore il commissario Montana per cui con grande atto di amore chiedendo alla sua ragazza di rimandare la loro vacanza per andare a proteggere il commissario Cassarà che in quel momento non aveva nessun agente di scorta con se. 

Peppino Impastato: la sua storia in breve

Ho trovato questo contenuto su youtube cercando "mafia peppino impastato". Questo video in pratica parla della vita di Peppino Impastato e di come è stato ucciso. L'ho scelto perché riassume la vita una delle tante vittime di mafia ma soprattutto di un uomo che ha lottato fino all'ultimo giorno della sua vita contro la mafia. 

Paolo Borrometi, una vita sotto scorta

Ho trovato questo contenuto su google digitando "Paolo Borrometi", quest'articolo parla di questo giornalista che è costretto a vivere sotto scorta per aver denunciato la mafia e le minacce rivolte a lui. 

Rita Atria, una ragazza contro la mafia

Rita era una ragazza molto giovane a cui le fu strappata la sua gioventù per le troppe mancanze e perdite che la mafia le aveva inferto. Infatti decise di suicidarsi non potendo più sopportare questa sua vita grigia e spaventosa, dandola vinta alle sue paure. Mi ha colpito molto anche una frase che disse proprio lei, ovvero:” Forse un mondo onesto non esisterà mai, ma chi ci impedisce di sognare. Forse se ognuno di noi prova a cambiare, forse ce la faremo.” ed ha ragione perché dobbiamo essere i primi noi a cambiare, per far sì che tutto questo prima o poi finisca. 

Lasciamolo solo

La storia di Peppino è straordinaria non solo perché ai tempi fu uno dei pochi a denunciare le realtà mafiose che in molti ancora fingevano di non vedere, ma perché lui stesso proveniva da una famiglia affiliata al crimine organizzato ed ebbe il coraggio di fare una scelta differente. 

“Le ribelli contro la mafia”

Ho approfondito il mio lavoro sul ruolo delle donne nella mafia e ho trovato questo articolo molto interessante, che racchiude in linea generale, tutte le ribellioni di coloro che hanno finalmente deciso di uscire da quello spazio angusto, chiamato anche “omertà”. Tra queste abbiamo: Rita Atria, Rosaria Capacchione, Lea Garofalo, Maria Carmela Lanzetta, Carmela Iuculano, Rosaria Costa, Elisabetta Tripodi, Felicia Impastato, Renata Fonte. Tutte donne, tutte persone che hanno lottato o che stanno lottando contro la mafia. 

“La mafia uccide, il silenzio pure”

Lea, pur essendo una giovane donna e avendo vissuto in un ambiente nocivo e dannoso, nonostante avesse tanta paura, è stata decisa e coraggiosa nel far sentire la sua voce, stanca di aver subito ingiustizie e violenze da parte di uomini senza cuore. Lei non si è sottomessa alle sopraffazioni e ha creduto nelle istituzioni, ma forse è stata abbandonata, lasciata sola e non compresa, anche se ha lasciato un segnale molto forte, tanto che ancora oggi viene spesso ricordata come una delle “grandi” donne vittime della mafia. 

L’amore di Don Pino Puglisi per i suoi ragazzi

Don Pino era un prete umile, con una grande forza di volontà e con l’enorme generosità verso i più bisognosi. Lui per aiutare i giovani ha fondato un centro di accoglienza chiamato “Padre nostro” per tutte le persone che non avevano un posto dove dormire e per quelli che non si potevano permettere di comprare da mangiare. Nel centro molti ragazzi e bambini giocavano insieme a calcio e con altri giochi di gruppo, passavano delle ore con spensieratezza e serenità , dimenticando i grossi problemi che avevano in famiglia e che dovevano sopportare. 

Verità contro tutti e tutto

"Ricordiamo Rita Atria di AMDuemila": durante una ricerca sulla figura di Rita Atria, ho trovato questo articolo che tratta degli ultimi istanti della sua vita e di come ha vissuto la scelta di farla finita. 

La mafia è silenziosa

Questo video lo ho trovato dopo un'accurata ricerca su quest'uomo, e ho ritenuto che Enzo Biagi sia stato il migliore intervistatore di Buscetta, e lo ho scelto proprio perché secondo me è il pentito che ha aiutato maggiormente nell'indebolimento di Cosa Nostra 

Nessuno si può nascondere

Ho scelto questo video perché spiega nel dettaglio l’arresto del latitante Girolamo Facchineri e mostra tutto il lavoro che c’è 

Un’importante testimonianza

Rita descrive come si sente dopo la morte di Borsellino: vuota, si sente un vuoto dentro che nessuno può capire; lei era già morta prima di togliersi la vita per questo. 

Coraggio e paura

Rita così decide di seguire l’esempio della cognata Piera: si presenta davanti al magistrato paolo Borsellino e gli racconta tutto ciò che sa della sua famiglia mafiosa. 

Giovanni Falcone (paura/coraggio)

In questo video Giovanni Falcone parla della sua vita a contatto con la mafia e le conseguenze, ma in particolare ci lascia un messaggio importantissimo a riguardo di quest’ultima… 

Stiamo attenti

Questo video parla di tutti i diritti dei ragazzi che vengono infangati e lo ho scelto perché parla esattamente di tutte le tematiche che un giorno probabilmente ci ritroveremo ad affrontare più personalmente. 

Codice morale

Non bisogna dimenticare la violenza delle mafie non è nè uno scherzo nè un gioco, per trovare il coraggio di denunciare questi “uomini" e scegliere da che parte stare. 

Coraggio e Ingiustizia

La sorella racconta come Lea si fosse ribellata denunciando la mafia e di come nonostante ciò le istituzioni non abbiano dovuto e voluto proteggerla. 

Il giornalismo e la mafia

Aveva capito per primo il nuovo interesse della mafia negli appalti pubblici, raccontando inoltre gli intrecci di questa con la politica.