La mafia dopo Riina

11 Dicembre 2020

Associo questo video alla carta voce/silenzio, perché in questo video il giornalista Paolo Borrometi, direttore del giornale laspia.it rompe il silenzio che cerca di creare la mafia, e lo fa tramite il suo giornale, a cui ha dato questo nome, come lui stesso afferma, facendo riferimento al termini con cui lo identificavano i mafiosi, lo spione. All’interno del video, è presente anche una chiamata, da parte di Francesco de Carolis, dove afferma con tono minaccioso e utilizzando termini volgari, tipici del linguaggio mafioso che se rivede la sua faccia o quella di suo fratello sul giornale lo avrebbe massacrato. Nonostante tutte le minacce e sicuramente anche la paura, Paolo Borrometi continua svolgere il suo lavoro, usando la voce e rompendo il silenzio. Il video parla anche delle bombe carta, una delle maggiori minacce usate a Siracusa e fa riferimento anche all’incendio della macchina del sindaco, dove lui stesso afferma di avere avuto paura, tutto ciò è avvenuto perché pochi giorni prima aveva deciso di fare un appello sui quotidiani pubblici, per invitare a denunciare il fenomeno delle bombe che avveniva da circa un mese. Questo video, rappresenta anche il silenzio, perchè i 12 attentati avvenuti nell’arco di un mese, non vengono riconosciuti dalla gran parte delle persone che le ha subite come un fenomeno mafioso, anzi qualcuno di essi li ha definiti dei dispetti causati dall’invidia. Inoltre questo video voglio accostarlo anche alla carta bellezza/degrado, perché viene mostrato come in una città bella come Siracusa, ci siano delle piazze dove la facilità dello spaccio è a livelli estremi. Associo questo video anche alla carta ricchezza/povertà, perché viene mostrata la lussuosa villa di Michele Crapula, il capo della mafia Avola che è stata confiscata, dove non è rimasto nulla, è stato tutto completamente distrutto, ed è davvero incredibile come si possa vedere così tanta ricchezza materiale, ma allo stesso tempo così tanta povertà, sia materiale che morale. La cosa che più risalta, è che nonostante l’enorme quantità di beni confiscati, nessuno li vuole comprare e riutilizzare, per paura, purtroppo tutto ciò confluisce potere alla mafia, facendola sentire invincibile, cosa che in realtà non è. Inoltre nell’ultima parte del video si può vedere come la mafia agisca anche sui social, fino ad arrivare alla conclusione che la mafia non è finita con Salvatore Riina, ma si è solo modificata e anche se diversa, continua a prosperare, perché fa paura.


Giuseppina

Polistena

ITIS M. M. MILANO

5 E

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